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martedì 16 novembre 2010

La polizia chiude il Club Roberto Cavalli di Firenze. Antropologia della vita notturna imprenditoriale

Riprendiamo dal blog Kelebek

Il Roberto Cavalli Club di Firenze è stato posto sotto sequestro preventivo dall'autorità giudiziaria.

Abbiamo già dedicato qualche riga al Roberto Cavalli Club di Piazza del Carmine, nonché al suo ineffabile gestore, Joseph Danilo Jacoviello, marito della figlia dello stilista Roberto Cavalli.

Ma credo che sia di notevole interesse antropologico capire come si sia arrivati alla chiusura.

L'altra sera, all'ora in cui traduttori, imbianchini e altre persone normali se ne stanno a letto, alcuni brutti ceffi giravano oziosamente per il centro di Firenze.

Il primo era Adrian Mutu, un post-extracomunitario (visto che la Romania è entrata in Europa), appassionato di cocaina.

[il resto qui]

club-roberto-cavalli-sequestrato-firenze

martedì 23 giugno 2009

Yab Yum, Colle Bereto, Peperoncino e Full up chiusi per cocaina

Chi si oppone all'invasione del centro storico di Firenze da parte di potenti interessi economici può facilmente sentirsi sopraffatto dalla disparità dei mezzi.
Ecco perché di tanto in tanto, fa bene ascoltare buone notizie. Come questa.


FIRENZE. Una trentina di ordinanze di custodia cautelare - fra carcere e domiciliari - e quattro locali chiusi. E' l'esito di un'inchiesta della procura di Firenze, condotta dalla squadra mobile, sullo spaccio e il consumo di droga, soprattutto cocaina, in locali notturni, "frequentati - spiega una nota - da persone della 'Firenze bene'". I locali chiusi sono lo "Yab Yum", il "Colle Bereto", il "Peperoncino" e il "Full up".In base a quanto emerso dalle indagini, "i gestori dei locali - continua la nota della questura - con il coinvolgimento di personale dello staff, prendevano accordi telefonici con gli spacciatori, che provvedevano alle consegne nelle aree esterne o all'interno degli stessi locali. Il consumo di cocaina nei privè è stato documentato dalle telecamere".
Stanotte, un'operazione, denominata 'Notti bianche', ha portato alla chiusura di quattro locali e "ad oltre trenta arresti e cinquantadue perquisizioni in abitazioni, locali notturni e studi professionali". Dalle indagini, con pedinamenti ed intercettazioni telefoniche, "è stato accertato - conclude la nota - che i locali rappresentavano in alcuni casi l'elemento di congiunzione tra spacciatori e consumatori di droga. Lo stupefacente ceduto nella maggior parte dei casi era cocaina, con consegne fino a oltre 300 grammi".

Il fenomeno era così diffuso e "normale" da essere diventato una sorta di etichetta promozionale per i locali stessi. Sono stati segnalati anche undici consumatori tra cui un avvocato, un architetto, un dentista. Non sono stati trovati minorenni a consumare. Le indagini sono durate oltre un anno con pedinamenti, foto e filmati. Sono state effettuate 48 perquisizioni: spesso nelle abitazioni dei titolari avenivano festini a base di droga. I locali sono stati chiusi con sequestro penale.

(23 giugno 2009)